Made in Italy. In questi giorni è invocato, finalmente con grande trasporto. Perché abbiamo voglia e bisogno più che mai di riscoprirlo e di proteggerlo. Perché è la ricchezza da cui ripartire. Perché è la forza sulla quale fare leva. Perché ne abbiamo il dovere: il dovere della qualità e della memoria.
Sappiamo che nel settore alimentare le eccellenze della nostra cultura e della nostra tradizione sono tante. Certo, è giusto sostenerle con fierezza.
Poi c’è il gusto. Il gusto che ripaga e appaga. Il piacere intramontabile delle cose buone. E quando le cose buone possono fare bene all’economia è il massimo, no?
In fondo tutto il mondo apprezza e ammira la nostra storia di campagna, produzione e tavola…
Ogni aerea geografica con le sue tipicità e i suoi usi di produzione. Questo ha abituato il nostro palato a un livello alto di aspettativa, no?
Per noi di Azienda Agricola Valsesia il valore dei nostri salumi italiani si basa su pochi ma forti principi: la genuinità, le ricette e i metodi di lavorazione. Abbiamo sempre creduto di dover essere riconosciuti per queste scelte.
Coltivare, allevare e trasformare significa avere il controllo della filiera, significa restare fedeli al desiderio di soddisfare le alte aspettative!
Se parliamo di coppa, come di moltissime altre prelibatezze, le diversità da zona a zona sono date poi dagli aromi di tradizione, dai luoghi e dai tempi di stagionatura.
Come si fa la coppa?
Si prepara utilizzando i muscoli del collo, con un processo produttivo per molti aspetti simile a quello del prosciutto crudo. La carne passa innanzi tutto dalla salagione e dal ‘massaggio’. Solo dopo si procede a insaccatura, asciugatura e stagionatura in appositi locali a temperatura e umidità controllate.
La nostra coppa viene stagionata a Piacenza in zona tipica stabilita dal Consorzio di tutela.
Il caratteristico sapore si affina con la maturazione.
Quando è pronta si presenta di consistenza soda e compatta, di un bel colore rosso striato di bianco rosato. Il profumo? Dolce e intenso! Per la bocca è un piacere delicato e nutriente.
Un consiglio? Tagliarla a coltello e accompagnarla a pane casareccio.
Gianluca