La bontà del prosciutto cotto

Il PROSCIUTTO COTTO è uno dei salumi più antichi, amati e consumati da grandi e bambini. Deriva dalla coscia disossata del maiale (e si distingue quindi dalla spalla). In realtà si deve poi ulteriormente distinguere in: cotto, cotto scelto e cotto di alta qualità.

La produzione del prosciutto cotto prevede alcune fasi essenziali: macellazione del suino, lavorazione dell’arto posteriore (sezionatura, sgrassatura, disossamento, frollatura, salatura), cottura a vapore e confezionamento).

Un procedimento di bontà sul quale si inseriscono poi varianti e peculiarità portate dalle tipiche tradizioni locali.

Il prosciutto cotto ha un apporto energetico che varia in base alla quantità di grasso privato o mantenuto durante lo scotennamento; quello integro risulta sufficientemente calorico, mentre quello privato del grasso visibile è decisamente più simile ad un taglio di carne magra.

A cosa deve la sua larga diffusione, il prosciutto cotto?

Sicuramente al sapore ma anche alla notevole facilità con la quale si abbina ad altri alimenti o ingredienti di cucina.

Pensiamo semplicemente al panino, al toast o alle focacce farciti spesso con il cotto che si presta bene a essere combinato con formaggio, maionese, lattuga, pomodoro.

Pensiamolo servito insieme ai funghi sulla pizza.

D’altra parte è squisito con la mozzarella negli involtini, a cubetti nelle insalate di riso, grossolanamente tritato nel ripieno del gateau di patate. E che ne dite della pasta prosciutto cotto e piselli o, ancora, del cotto come ingrediente di tante versioni di torta salata?

Praticamente mettiamo prosciutto cotto ovunque!

Gianluca

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