Non ci sono più le stagioni di una volta!

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Non ci sono più le stagioni di una volta…o non ci sono più le mezze stagioni.

Quante volte abbiamo sentito queste frasi?

I mutamenti del clima e gli ‘scherzi’ di stagione ci sono in realtà da che mondo è mondo, ciclicamente. Qualche volta sono più forti e rivoluzionari, tanto da meritarsi l’appellativo di epocali.

Il tempo e la natura cambiano. Nei decenni, nei secoli, nei millenni, può darsi sia vero che l’uomo abbia contribuito a creare quelle condizioni che oggi talvolta allarmano ma è altrettanto vero, molto probabilmente, che la Terra e il clima si difendono o procedono come meglio credono.

Quello che forse è certo è che tra la stagione fredda e quella calda ci sono sempre stati e magari sempre ci saranno periodi di transizione, ballerini e capricciosi.

Parlando di campagna e agricoltura le stagioni sono però tutte importanti. Ciascuna ha un carattere e detta il suo ritmo al lavoro dell’azienda. Per sintetizzare in modo semplice c’è un momento per seminare e un momento per raccogliere, no?

Su questo ci piace fare una riflessione.

In un passato non proprio lontanissimo i contadini erano spesso gravosamente esposti, alle bizze delle stagioni. Avevano pochi sistemi e pochi mezzi, erano più vulnerabili. Non è che oggi siccità o pioggia eccessiva non influiscano. In agricoltura continuano ad essere favorevoli o sfavorevoli gli stessi fattori ma fortunatamente conoscenze tecniche e scientifiche, ricerche sui metodi di coltura, strategie imprenditoriali di più ampio respiro, aiutano molto la vita degli agricoltori.

Le difficoltà hanno anche insegnato a rispettare le risorse e a ridurre gli sprechi.

Perché soffermarsi talvolta su questi argomenti?

Perché tre generazioni in Azienda consentono di avere idee più chiare, prudenza, logiche di sviluppo sostenibile…ma anche una sorta di equilibrio di valutazione: le stagioni sfasate sono un rischio da mettere in conto. Oggi come ieri. E questo ci fa apprezzare, molto, il progresso quello buono. Quello che non può comandare il clima ma aiuta ad affrontarlo meglio.

Tutto questo però ricordando sempre la lezione quotidiana di nonno Flavio: l’umiltà di essere, con la terra, generosi e grati!

Gianluca