Le regole della bontà

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“Ognuno ha i suoi gusti”.

Quante volte abbiamo sentito o detto questa frase?

Indiscutibile verità.

Allora non è detto che ciò che noi troviamo buono lo sia veramente?

No, è altrettanto indiscutibile che la bontà cui facciamo riferimento ha delle ‘regole’, deriva da determinati principi, corrisponde a criteri oggettivi e non soggettivi.

I prodotti della terra o del regno animale insomma sono ‘buoni’ quando rispondono a genuinità, qualità, caratteristiche organolettiche note e riconosciute.

Un salame non è buono perché ci piace, è buono perché è buono. Il fatto che ci piaccia è un plus di piacere, una corrispondenza felice tra proprietà intrinseche e gradimento personale!

Oh, faticavo pure io da bambino a cogliere questo prezioso concetto, tra un piccolo capriccio di gusto e l’altro. Ma crescere in cascina e in azienda mi ha aiutato ben presto a comprenderlo in profondità, ad apprezzarlo e a onorarlo.

Il fatto che la bontà abbia delle ‘regole’ è in effetti un principio che andrebbe conosciuto e protetto.

Questo è uno dei motivi per cui una filiera completa come quella di Agricola Valsesia ha un significato importante. Lo ha per la tutela delle tradizioni e della bontà, lo ha per i consumatori, lo ha per la sostenibilità come tema centrale ed essenziale del presente e del futuro.

L’impegno quotidiano nei nostri campi e nel nostro salumificio a Sillavengo è proprio quello di conservare, valorizzare, diffondere, tramandare la bontà. Quella oggettiva!

Gianluca